Chiavi dinamometriche a batteria: migliori prodotti di Maggio 2021, prezzi, recensioni

I fattori da considerare per la scelta della chiave dinamometrica

Questa chiave dal nome particolare, serve a svolgere diversi compiti. Si presenta quindi come uno strumento molto versatile, il quale potrà rivelarsi utilissimo per tutti quelli che amano il fai-da-te.

Il suo impiego è destinato principalmente a lavori manuali che richiedono una certa precisione, come quelli eseguiti sulle moto ad esempio, nello specifico sulle ruote. Oppure parliamo delle parti meccaniche più sensibili anche delle auto.

La chiave di questo tipo svolge la funzione di avvitatura di viti, bulloni e dadi in modo molto preciso, infatti, è strumento fondamentale per un meccanico. Questa chiave è a serraggio controllato, questo significa che non dovrebbe mai mancare nella cassetta degli attrezzi, se sappiamo occuparci da noi del motore ad esempio della nostra macchina e non solo.  Per scegliere quale sia la migliore chiave dinamometrica, è necessario avere delle conoscenze di sfondo.

Il funzionamento della chiave dinamometrica

Questo speciale utensile viene impiegato, come abbiamo visto per stringere viti bulloni e dadi con una precisione millimetrica. Parliamo dell’unità di misura del nanometro, il quale è risultato di Newton per metro (Nm).

Accade che l’utente dovrà decidere la forza di serraggio che vorrà ottenere, questo tramite una particolare ghiera graduata che è di solito posizionata sul manico della chiave. Quando quel livello verrà poi raggiunto la chiave dinamometrica lo segnalerà attraverso l’uso di un certo numero di segnalatori che differiscono da modello a modello di chiave.

Parliamo ad esempio di una lancetta che va a posizionarsi su una scala graduata, uno scatto oppure  un segnale sonoro, soprattutto per quanto riguarda le chiavi digitali. Per quanto riguarda i valori di serraggio, bisogna sempre leggere le istruzioni ed essere sicuri per non creare danni. Ogni azienda produttrice ha le sue regole, i suoi valori minimi e massimi di serraggio in base anche all’applicazione pratica particolare.

Cosa differenzia la chiave dinamometrica da tutte le altre?

Potrebbero sorgere spontaneo un dubbio: per quale motivo usiamo la chiave dinamometrica quando potremmo impiegare semplicemente una qualsiasi chiave a cricchetto?

Il fatto è che quando parliamo di motore delle auto, di ruote, e simili, la precisione è una pretesa che deve essere soddisfatta. Potremmo non essere sufficientemente sicuri, nell’usare in certe situazioni chiavi normali e non la chiave dinamometrica. Essa ha una forza di serraggio davvero potente e precisa, per questo è usata da meccanici o da coloro che si interessano di macchine e non solo. Però la serrata deve sempre essere giusta, bilanciata ovviamente nel modo giusto. Infatti una serrata eccessiva potrebbe causare il deterioramento o addirittura la rottura della vite o del componente pinzato. Svolgere una avvitatura troppo potente potrebbe inoltre rendere difficoltoso o addirittura impossibile svitarla, in un secondo momento. Questa è una cosa che non deve per nulla accadere.

Esistono casi in cui una serrata troppo alta rispetto a quella richiesta dalla situazione e dalla azienda produtrice, provoca lo strozzamento di un componente. Possiamo riportare un esempio: reggisella telescopico della bicicletta, qui se  il collarino è stretto troppo forte, allora questo potrebbe impuntare le guide interne e di conseguenza bloccare il telescopico.

Serraggio poco deciso

Anche un serraggio poco preciso potrebbe essere pericoloso e sbagliato. Pensiamo ad esempio molto semplice e che può essere chiaro a tutti, ovvero al manubrio di una bicicletta. Questo se viene fissato in modo troppo soft, potrebbe accadere che ad una prima caduta, andrebbe in avanti comportando la caduta del ciclista.

Potremmo dire che una serrata troppo leggera rischia di causare danni al pari di una eccessiva, questo perché in un modo o nell’altro i componenti o sarebbero troppo mobili, o eccessivamente bloccati.

Per questi motivi sarebbe bene scegliere dei modelli di qualità che non ci portino a serrate deboli o troppo eccessive, basta affidarsi a marchi famosi che sono fonte di garanzia sulle prestazioni di qualità.

Chiavi dinamometriche a batteria: si o no?

Le chiavi dinamometriche possono essere a batteria oppure no, diciamo che quelle a batteria, ovvero digitali presentano una maggiore sicurezza. C’è un’attenzione e una precisione più alta rispetto invece a delle chiavi che non sono affatto digitali. Inoltre queste sono più facili da usare e non solo.
Le chiavi dinamometriche a batteria RAD della serie B-RAD, sono le migliori probabilmente sul mercato. Infatti molti e definiscono insuperabili, questo grazie alla loro elevata capacità di coppia e alla mancanza di cavi e tubi.

RAD propone diversi modelli di moltiplicatori a batteria ad alta coppia, questi solitamente sono disponibili nella linea  B-RAD SELECT o in una versione più avanzata.

La linea citata propone dei modelli base, i quali attraverso l’impiego di solo due pulsanti attivano il display illuminandolo.
Abbiamo poi la linea più avanzata, la quale propone addirittura connessione con Bluetooth, per registrare i dati. Questa serie di solito riveste serie un intervallo di coppia che va da 30 Nm a 7.000 Nm. Inoltre avremo delle  funzioni avanzate come ad esempio il controllo di coppia + angolo. La comodità sta anche nel gestire le funzioni attraverso il display che ritroviamo sulla chiave.

Fasce di prezzo: elementi da considerare

I prezzi sono molto variabili in base a marchio, al fatto che la chiave sia digitale, quindi a batteria o meno. Anche i materiali impiegati sono senza dubbio un metro di valutazione, e un fattore che incide di gran lunga sul prezzo di listino. Non è facile definire di preciso quali siano le fasce di prezzo presenti sul mercato, diremo che è possibile spendere circa 30 euro per le chiavi di bassa e media fascia. Mentre se abbiamo necessità di maggiore professionalità e siamo più esigenti, potremmo spendere tranquillamente 400 euro circa. Questo soprattutto nel caso la chiave dinamometrica sia digitale, e quindi a batteria. Se prendiamo come esempio la marca Facom, i prezzi salgono alle stelle, arrivando a sfiorare circa 650 euro. Un altro elemento che sicuramente incide sul prezzo, è la tipologia di chiave in base a quello che dovremmo fare, in base al compito che essa deve assolvere. In ogni caso si consiglia di affidarsi a marchi famosi nel campo, che rappresentano una fonte di garanzia sulla qualità. Infine anche le dimensioni delle chiavi, sono un aspetto che è in parte determinante per la questione prezzo.

Studentessa universitaria di Filosofia, amante della scrittura, della lettura e di tutto ciò che attiene all’uomo nelle sue varie sfaccettature. Ha lavorato alla correzione di articoli a carattere culinario e scientifico, e all’editing di parte di un testo di natura filosofica.

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